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Metropolita
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Il mwawmetropolìta è un titolo di alto rango del mwbaclero cristiano, nelle mwbqconfessioni mwbgcattolica e mwbwortodossa, nelle quali ha due differenti significati.

Contents

Storia
Note

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Storia

Già dalla seconda metà del II secolo i vescovi di diocesi limitrofe erano soliti riunirsi in mwcwsinodi per discutere di questioni importanti.

Verso la metà del III secolo, l'arcidiocesi di mwdqCartagine era diventata la capitale del mwdgNord Africa romano.cite-ref-hassett1908-1-0[1]

Il titolo ecclesiastico nacque quando, dopo l'mwfaeditto di Milano del mwfq313, la Chiesa cristiana cominciò a organizzarsi territorialmente, prendendo a modello l'organizzazione civile dell'mwfgimpero romano così come stabilito dalla riforma di mwfwDiocleziano. Come questo era suddiviso in mwgaprovince comprendenti una mwgqmetropoli (o capoluogo) e altre mwggcivitates, così la Chiesa si organizzò in mwgwprovince ecclesiastiche, a capo delle quali erano i vescovi delle città capoluogo, che assunsero il nome di metropoliti, cui sottostavano in qualità di mwhasuffraganei i vescovi delle altre città della provincia.

Questa organizzazione è già riconosciuta come esistente nel mwhgconcilio di Nicea del mwhw325, dove al vescovo metropolita è affidato il compito di confermare le elezioni episcopali della propria provincia ecclesiastica, senza la quale le elezioni sono nulle (canoni 4 e 6)cite-ref-2[2]. I decreti di questo concilio sono anche la prima attestazione documentale del termine "metropolitano". I vescovi di Roma, Alessandria d'Egitto e Antiochia avevano giurisdizione su più di una provincia ecclesiastica. Roma comprendeva tutto l'Occidente, Alessandria l'Egitto e le province limitrofe, mentre Antiochia comprendeva l'Oriente (mwjaSiria, mwjqCilicia, mwjgMesopotamia, mwjwPalestina). Roma, Alessandria e Antiochia furono denominate mwkapatriarcati.cite-ref-0-3-0[3]

La capitale dell'impero fu trasferita a Bisanzio nel 330, quest'ultima città crebbe d'importanza nella Grecia orientale al punto che acquisì lo status di sede arcivescovile prima del mwlgconcilio del 381. Quando divenne sede della residenza imperiale, anche a Milano si trasformò in sede arcivescovile e metropolitana al tempo del vescovo mwlwSant'Ambrogio (374-397)cite-ref-4[4] e temporaneamente esercitò primato sul nord Italia, in un territorio che andava dalle mwnaAlpi al mwnqDanubio.cite-ref-1-5-0[5] Alla fine del IV secolo, tutte le province del nord Italia che erano sotto la giurisdizione e il primato del Papa.cite-ref-1-5-1[5]

Il mwpwconcilio di Laodicea del mwqa363/mwqq364 stabilì, nel canone 12, che al metropolita spettasse il compito di verificare l'ortodossia e la moralità dei vescovi eletti nella propria provincia.cite-ref-6[6] Nel mwrgconcilio di Calcedonia del mwrw451 fu stabilito che spetta solo all'autorità ecclesiastica, e non a quella civile, erigere nuove province ecclesiastiche e dunque elevare un vescovo a metropolita.cite-ref-7[7]

L'organizzazione delle Chiese in province ecclesiastiche con a capo un metropolita, sul modello delle circoscrizioni civili, si attuò ben presto nelle comunità cristiane dell'mwtqImpero romano d'Oriente, e appare già codificata nella mwtgmwtwNotitia Episcopatuum dello pseudo-Epifanio a metà del mwuaVII secolo. Nell'impero bizantino il metropolita si pose come figura di intermediazione tra vescovo e mwuqpatriarca, e l'organizzazione stabilita nel mwugIV secolo durò ben oltre la fine dell'impero.

Nell'mwvaImpero romano d'Occidente la situazione si presenta invece molto più varia e lo sviluppo storico delle province ecclesiastiche non univoco. Nella chiesa d'Occidente il mwvqPapa venne considerato l'unico metropolita fino al mwvgV secolo quando, in mwvwGallia e nell'mwwaItalia settentrionale, i vescovi delle principali città cominciarono a fregiarsi di questo titolo. Il compito principale del metropolita era quello di presiedere l'elezione dei vescovi della sua provincia e di mwwqordinarli.

Funzioni

Nella Chiesa cattolica latina

Nella Chiesa cattolica, l'mwzaarcivescovo metropolita è un mwzqarcivescovo che presiede una mwzgprovincia ecclesiastica (una circoscrizione che raggruppa più mwzwdiocesi) e che dipende direttamente dalla mwaaSanta Sede. Il titolo è connesso alla sede vescovile: la sede episcopale più importante della provincia ecclesiastica è detta "mwaqsede metropolitana", mentre le altre sono dette "mwagsuffraganee".cite-ref-8[8]

L'arcivescovo metropolita ha il diritto di indossare, sopra i mwcaparamenti liturgici, il mwcqpallio, nelle mwcgcelebrazioni eucaristiche che si tengono entro i confini della sua provincia ecclesiastica; da qui l'uso di chiamarlo mwcwarcivescovo palliato.

Anticamente, i vescovi di sedi suffraganee avevano obblighi di carattere mwdqcanonico nei confronti del metropolita. Dopo il mweaConcilio Vaticano II, il rapporto tra sedi suffraganee e metropolitane è principalmente formale, testimone, tutt'al più, del legame storico che ha legato tra loro le varie sedi episcopali. Il mweqCodice di diritto canonico assegna tuttavia al metropolita alcune limitate funzioni:cite-ref-9[9]

• vigilare sulla fede e la disciplina ecclesiastica, e informare il mwgaPontefice romano degli abusi;
• effettuare, con il consenso della mwggSede Apostolica, la visita canonica nel caso che il vescovo della diocesi suffraganea la trascuri;
• nominare l'mwhqamministratore della cattedra episcopale resasi vacante, qualora non venga nominato entro 8 giorni (canone 436 par. 1 e 2).
• designare un mwhwtribunale ecclesiastico di appello, per i procedimenti conclusi in prima istanza in una delle diocesi suffraganee (canone 1438).

Il canone 436 (che è dello stesso codice e quindi di pari rango e valore, e va letto in combinato disposto con gli altri canoni) esclude espressamente che il metropolita abbia altre facoltà nelle diocesi suffraganee. Tuttavia il mwiqMotu proprio mwigVos estis lux mundi, promulgato da mwiwpapa Francesco il 7 maggio 2019, attribuisce al metropolita la competenza di svolgere l'inchiesta relativa agli mwjaabusi sessuali commessi da Vescovi o prelati ad essi equiparati, sottoposti alla sua giurisdizione metropolitana.

Prima della riforma, nell'ambito della circoscrizione ecclesiastica formata da più diocesicite-ref-zanichelli-minore-10-0[10], l'arcivescovo metropolita esercitava funzioni ispettive, sostitutive, giurisdizionali e liturgiche, sempre disciplinate nel codice di diritto canonico.

Araldica

Nell'mwlaaraldica il titolo è rappresentato con una particolare mwlqiconografia:

Nella Chiese cattoliche di rito orientale

Nelle mwtaChiese cattoliche di rito orientale il termine ha un significato diverso, definito dal mwtqCodice dei canoni delle Chiese orientali: oltre alla figura del "metropolita di una provincia ecclesiastica", analoga a quella della Chiesa latina e descritta ai canoni 133-139cite-ref-11[11], il Codice parla della "mwugChiesa metropolitana sui iuris" ai canoni 155-173cite-ref-12[12]. Questa Chiesa è una delle quattro tipologie di Chiese mwwasui iuris previste dalla legislazione canonica: è guidata da un metropolita nominato dal mwwqpapa e assistito nel governo della Chiesa dal consiglio dei gerarchi; questo metropolita possiede una giurisdizione reale sui vescovi e i fedeli della sua Chiesa mwwgsui iuris e un'autonomia molto maggiore rispetto al metropolita di una provincia ecclesiastica, anzi ha poteri maggiori anche di una mwwwconferenza episcopale latina. Il segno visibile della comunione gerarchica con la mwxaSede di Pietro è il mwxqpallio, che viene conferito al metropolita mwxgsui iuris dal papa.

Nella Chiesa ortodossa

Nelle mwyqChiese ortodosse il titolo ha diverse valenze:

• Nelle Chiese ortodosse di mwzalingua greca, dipendenti dal mwzqPatriarcato ecumenico di Costantinopoli, dalla mwzgChiesa ortodossa di Cipro e dalla mwzwChiesa di Grecia, il rango dei metropoliti è inferiore a quello degli arcivescovi. I mw0aprimati delle Chiese locali sono generalmente designati con quest'ultimo titolo (per esempio il patriarca di Costantinopoli, e gli arcivescovi di Atene, di Cipro, di Creta e di New York), mentre la maggior parte dei vescovi locali ha il titolo di metropolita e le loro diocesi sono chiamate mw0qmetropolie.
• Per le Chiese ortodosse slave vale invece l'inverso: il rango di metropolita supera quello di arcivescovo, che è un titolo soltanto onorifico, e con il primo sono designati i primati delle più importanti città.
• In alcune Chiese, come nella mw1aChiesa ortodossa rumena e in quella mw1qrussa, il titolo di metropolita equivale a quello della Chiesa cattolica, ossia il responsabile di una mw1gprovincia ecclesiastica, propriamente chiamata mw1wmetropolia.

Tuttavia in nessuno di questi casi il metropolita ha alcuna autorità speciale nei confronti dei vescovi all'interno delle province di competenza. I metropoliti (arcivescovi nella mw2qChiesa ortodossa greca) hanno comunque un ruolo direttivo durante i rispettivi sinodi e concili di vescovi.

Note

cite-note-hassett1908-11. Hassett, Maurice M. (1908). "mw4aArchdiocese of Carthage" . In Herbermann, Charles (ed.). Catholic Encyclopedia. Vol. 3. New York: Robert Appleton Company.
cite-note-22. Testo dei canoni: mw5acan. 4 e mw5qcan. 6.
cite-note-0-33. mw6q(mw6gmw6wEN) Philip Schaff e Henry Wace, mw7amw7qA Select Library of the Nicene and Post-Nicene Fathers of the Christian Church, Second Series, Volume 14: The Seven Ecumenical Councils, Wipf and Stock Publishers, 29 aprile 2022, pp.mw7g 15–19, 438, mw7wISBNmw8a 978-1-6667-4063-9.
cite-note-44. mw9qRita Lizzi, mw9gmw9wAmbrose's Contemporaries and the Christianization of Northern Italy, in mw-aThe Journal of Roman Studies, vol.mw-q 80, 1990, pp.mw-g 156-173, mw-wDOI:mw-a10.2307/300285, mw-qISSNmw-g 0075-4358, mwaqyJSTORmwaqc mwaqg300285.
cite-note-1-55. mwaq4F. R. Hoare, mwaq8mwaraThe Western Fathers, 1st, Sheed & Ward, 1º gennaio 1954, pp.mware xvi-xvii.
cite-note-66. Testo in: mwaruKarl Josef von Hefele, mwarymwarcConcile de Laodicée, in mwargHistoire des Conciles, volume I, parte seconda, Parigi 1907, p. 1005.
cite-note-77. mwarwCanone 12 del concilio.
cite-note-88. Quasi tutte le arcidiocesi sono rette da metropoliti: tuttavia, specialmente nelle aree di più antica tradizione cattolica vi sono alcune arcidiocesi non metropolitane: si tratta di antiche sedi metropolitane che nel tempo hanno perso questa funzione in seguito a riordinamento delle province ecclesiastiche. Vi sono inoltre alcune diocesi che non sono incluse in alcuna provincia ecclesiastica e sono pertanto dette mwasaimmediatamente soggetta alla Santa Sede.
cite-note-99. Codice di diritto canonico, canone 436, par. 1.
cite-note-zanichelli-minore-1010. Nicola Zingarelli, mwascIl Nuovo Zingarelli Minore. Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli editore, Maggio 1987, ISBN 88-08-02150-5, p. 596
cite-note-1111. Testo dei mwaswCanoni 133-139.
cite-note-1212. Testo dei mwataCanoni 155-173.

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itmetropolita, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLuigi Giambene, METROPOLITA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiametropolita, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) metropolitan, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.